FICO VERDINO

verdino

La pianta madre è stata ritrovata nel comune di Città di Castello (PG), ma questa varietà era diffusa in tutto il centro Italia, soprattutto tra Toscana e Umbria.  Tuttora è presente in piante singole. Non se ne conosce l’origine. L’albero è mediamente vigoroso e a portamento irregolare. Coltivato quasi sempre a ceppaia,  viene per lo più riprodotto da pollone. Fa una sola fioritura. Il fornito di settembre è medio, di forma rotondeggiante, con il collo corto, non molto allungato. La buccia è di colore verde brillante, con poche scanalature.  La polpa è chiara, rosa giallastro, con pochi acheni piccoli.  I forniti maturano dalla metà di settembre fino all’inizio di ottobre.

Questa varietà è sicuramente tra le più dolci e per questo può essere adatta alla seccatura, alla composta, e alla marmellata. Se si seccano possono essere aromatizzati secondo la ricetta di Galeno, con timo, pepe e santoreggia.

FICO PERMALOSO

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Le pianta madre  è stata ritrovata nel  comune di Città di Castello (PG), ma la varietà era diffusa un tempo anche tra Toscana e Marche . L'albero è di vigoria media, con chioma aperta. Molto rustico, viene riprodotto tradizionalmente da pollone. Le foglie sono per lo più quadrilobate. Produce due fioriture. I fioroni, non abbondanti,  maturano inizio luglio, e sono assai simili ai forniti che maturano a metà settembre. I frutti hanno forma piriforme a volte globosa, l’ostiolo è aperto, la buccia è molto fine e verde chiaro con sfumature  rosso lieve. La polpa è rosa chiaro molto dolce e delicata, con acheni molto piccoli.  I fioroni maturano all’inizio di luglio, i forniti a metà settembre.

Il curioso nome si deve al fatto che la  buccia è molto fine e il frutto è molto delicato alla manipolazione. Quindi non vuole essere troppo toccato. Inoltre si arrossa lievemente al lato.  Per questo è molto adatto al consumo fresco anche perché ha un gusto straordinariamente dolce.

FICO GIGANTE DEI ZOCCOLANTI

gigante

La pianta madre è stata trovata dentro il convento dei Frati Zoccolanti di Gualdo Tadino (PG), ma lo stesso fico è stato poi rinvenuto anche nel convento dello stesso Ordine monastico a Città di Castello (PG). Non se ne conosce l’origine. L’albero è vigoroso, irregolare espanso. I frati anticamente usavano il legno per fabbricare gli zoccoli. Molto rustico, viene per lo più riprodotto da pollone. E’ una varietà bifera. I fioroni di Luglio, sono molto grandi, con il collo lungo, che fa arrivare il frutto anche a 15-18 centimetri. La buccia è di colore marrone chiaro, violacea; la polpa è rosso chiaro, non molto aromatica e poco dolce, piuttosto acquosa. I forniti di Settembre, sono della stessa forma, ma molto più corti. Sono anche senz’altro più dolci e aromatici. I fioroni vengono raccolti dalla seconda metà di luglio, fino alla fine del mese. I forniti per tutto il mese di settembre.  Possiamo forse ascrivere questo fico al gruppo dei fichi Melanzana che riunisce diversi tipi di fichi, con questa forma che ricorda l’ortaggio.  I fioroni sono ambiti per la loro grandezza ma non per il loro sapore che è molto più spiccato nei forniti senz’altro da preferire, anche per la minor presenza di acheni.

FICO MELANZANA

Fico_Melanzana

Le piante madri sono state ritrovate nei comuni di Città di Castello e Montone, ma con questo nome si indicano vari tipi di fichi che hanno forma allungata che ricorda l’ortaggio. Erano diffusi in tutto il centro Italia. Tuttora sono presenti in piante singole. L’albero è vigoroso e a portamento irregolare. Le foglie sono per metà pentalobate e poi trilobate, ma con lobi poco profondi. È varietà bifera. Il fiorone di metà luglio è grande, con collo lungo pronunciato. La polpa è rosa, dolce, ma poco aromatica e con grossi acheni. La buccia è violacea, tendente al marrone. Il fornito è più piccolo e meno allungato, di forma più ovoidale. La buccia è di colore violaceo grigio, con poche lievi scanalature mentre la polpa è rosa, dolce e aromatica. I fioroni cominciano a maturare a metà luglio, i forniti maturano dalla metà di settembre fino all’inizio di ottobre. Questi fichi sono molto adatti al consumo fresco; la polpa è un alimento piacevole e rinfrescante, di facile digestione anche se un po’ lassativa.

FICO DOTTATO

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Questa varietà è ancora abbastanza diffusa in tutto il centro sud Italia. Viene anche detta ‘dalla goccia’ per la tendenza a produrre melassa. L’albero è mediamente vigoroso, irregolare espanso. Molto rustico, viene per lo più riprodotto da pollone. Ha foglie per lo più trilobate, con lobi non molto approfonditi, ma anche intere. È una varietà quasi bifera. I fioroni di Luglio sono molto pochi, hanno pezzatura media, di colore verde chiaro, di sapore poco aromatico, ma molto dolci, mielato. I forniti, che sono la produzione migliore, hanno la stessa forma ovoidale dei fioroni, di media grandezza e maturano a partire da metà settembre; la buccia è di un verde più scuro, un po’ più dura e costoluta. La polpa è rosso chiaro, aromatica e dolcissima, con numerosi piccoli acheni. I fioroni vengono raccolti dalla seconda metà di luglio fino alla fine del mese. I forniti dalla metà di settembre fino ai primi di ottobre.

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