MELA CUL DI SOMARO

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Questa varietà è stata ritrovata nel comune di Città di Castello (PG), nelle alte colline confinanti con le Marche. Viene coltivata in alberi singoli nelle zone da dove ha preso origine. E’ una varietà pregiata per la rusticità della pianta e per le buone  caratteristiche organolettiche del frutto, che sono  mantenute intatte a lungo. Può essere  considerata  adatta alla coltivazione di montagna ed alta collina. La pianta è mediamente vigorosa e rustica, a portamento espanso; produce in maniera costante, fiorisce in epoca medio tardiva. Il frutto è medio, di forma allungata conica con costolatura pronunciata;  il peduncolo  è medio , inserito in una cavità media, acuta. Presenta una cavità calicina aperta.  La buccia è liscia, a maturità di colore  giallo chiaro. Le  lenticelle sono poco evidenti. La polpa è bianca, acidula, molto aromatica e croccante, non troppo succosa,  di buona  qualità. Questa mela viene raccolta tradizionalmente la prima decade di ottobre e comunque con la luna calante  e si conserva bene  fino ad aprile, senza perdere le sue caratteristiche . E’ molto serbevole.

Il suo nome viene dalla forma che si riferisce all’asino, animale molto usato da soma e di cui  l’agricoltore era abituato a vedere il didietro.  

 

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