MELA ROGGIA

mela_roggia

Le piante madri sono state rinvenute a Volterrano e Morra, nel comune di Città di Castello (PG) ai confini con la Toscana e nei Comuni di Sansepolcro (AR), Anghiari (AR) e Pieve S. Stefano (AR). Si può assimilare alla varietà Ruggine toscana. Viene coltivata nelle zone di alta collina della Toscana e del Nord Ovest dell’Umbria, in piante singole. In altre regioni del centro Italia (Marche, Abruzzo) esiste una Rozza o Ruzza molto simile a questa. Varietà buona per la rusticità della pianta e per le caratteristiche organolettiche del frutto, è molto adatta alla coltivazione di montagna ed alta collina. L’albero è mediamente vigoroso, presenta una chioma aperta; produce in maniera costante, e fiorisce in epoca tardiva. E’ molto rustico e fertile. Il frutto è di media grandezza, di forma rotondeggiante, leggermente schiacciato, non simmetrico. Il peduncolo è medio corto inserito in una cavità profonda e stretta quasi acuta, mentre la cavità calicina è semiaperta, poco profonda. La buccia è di colore verde giallo, completamente ricoperta di ruggine; la polpa è bianca, leggermente acidula, molto aromatica e croccante, di eccellente qualità. Il frutto viene raccolto tradizionalmente con la luna calante di ottobre e ben si conserva in fruttaio fino alla primavera successiva. La raccolta deve essere fatta nella giornata giusta (né troppo umida né troppo asciutta), distaccando con precauzione il frutto nel punto d’inserzione del peduncolo sul ramo; evitando ogni pressione sul frutto, si conserva a lungo.

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