SORBO DOMESTICO

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Le pianti madri delle varietà da noi coltivate sono stata ritrovate nel comune di Città di Castello (PG), ma la specie, Sorbus domestica L., originaria dell’Europa meridionale, era diffusa in tutta Italia nei boschi di alta collina. L’albero è di grande vigoria, a portamento espanso. Molto rustico e soprattutto molto longevo, può arrivare anche a tre secoli di vita. Il legno è durissimo. Le varietà da noi diffuse sono sia a frutto globoso che piriforme, non troppo grande. La buccia alla raccolta è di colore giallo soffuso di rosso poi, dopo il periodo di ammezzimento, diventa marrone scuro. La polpa è marrone, leggermente acidula. Si raccoglie normalmente ad ottobre, ma si lascia maturare, anzi ammezzire (sovramaturare), tradizionalmente nella paglia e si consuma a partire da novembre. Le sorbe si potevano infilzare in un lungo filo a mò di rosario o stendere nei graticci, così venivano essiccate e se ne faceva farina per una sorta di pane. Fin dall’antichità si facevano fermentare e se ne ricavava una bevanda simile al sidro. Vincenzo Tanara nel 1600 diceva che ‘pochi frutti ci sono eguali nell’utile a questo, che porge pane, vino e companatico’.

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