MELA PERA

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Le piante madri sono state ritrovate nella zona di Caprese Michelangelo (AR), di Pietralunga (PG) e  sul versante marchigiano. Non se ne conosce l’origine. Qualche pianta sparsa è stata anche ritrovata nelle aree a  sud dell’Umbria. L’albero è molto vigoroso e rustico, a chioma espansa; produce in maniera alternata e fiorisce in epoca tardiva. Il frutto è medio piccolo, di forma oblunga  con caratteristico restringimento verso la parte della cavità calicina. Il peduncolo è medio inserito in cavità ampia, mediamente profonda, mentre la cavità calicina è quasi inesistente .

La buccia è spessa, con colore di base giallo, ma coperta diffusamente di ruggine.  La polpa è bianca, acidula,  aromatica e croccante. In generale è un frutto di  buona qualità anche se piccolo e poco appariscente. Viene raccolta tradizionalmente in ottobre  e si conserva in fruttaio fino alla primavera successiva, senza grandi trasformazioni.  La mela Pera era preziosa in passato per la sua serbevolezza.  E’ adatta al consumo fresco, soprattutto durante l’inverno. Il suo nome è dovuto alla forma  che la fa somigliare ad una pera, ma anche per la sua rugginosità.  Per la conservazione un tempo si usava anche legarle per i peduncoli e farne corone, da appendere in un luogo fresco e asciutto.

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