MELA RIGHETTA

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Le piante madri sono state ritrovate nel comune di Pieve S. Stefano (AR). Non se ne conosce l’origine, ma veniva coltivata in queste zone di alta collina dove era molto conosciuta. Se ne trovano ancora poche piante sparse abbandonate. L’albero è mediamente vigoroso, di forma irregolare. E’ molto rustico e resistente a condizioni di bassa fertilità; alterna la produzione. Il frutto è di dimensioni medio-grandi; di forma conica appuntita. La buccia è di colore verde con striature regolari rosse su tutto il frutto, privo di lenticelle; il peduncolo è lungo e non spesso, inserito in una cavità aperta poco profonda, la cavità calicina è quasi inesistente. La polpa è bianca, croccante, acidula, molto profumata e succosa. Viene raccolta ben asciutta dalla rugiada la prima decade di ottobre, con la luna calante o ‘dura’, come si diceva una volta, e si serba egregiamente in fruttaio. Si comincia a consumare a novembre. Ottima mela da consumo fresco e da cottura, prende il nome dalle striature molto evidenti della buccia. Se ne può far crostata e gelatina, ma tradizionalmente veniva cotta al forno con un cucchiaio di zucchero sopra ad ogni mela e un bicchiere di vino bianco nella teglia.

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