PERA BRUTTA E BUONA

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Le piante madri sono state ritrovate in diverse zone della Alta Valle del Tevere, sia nella parte toscana che umbra. L’origine è probabilmente toscana. Può essere adatta alla coltivazione nelle zone di alta collina. L’albero è mediamente vigoroso, rustico e a portamento quasi assurgente, è molto produttivo e fiorisce in epoca medio tardiva. Questa pera è di grandezza medio piccola, sferoidale, con il peduncolo medio e non grosso. I frutti sono spesso riuniti in grappoli. La cavità calicina è poco pronunciata. La buccia è spessa, di colore verde, ma comunque completamente ricoperta di ruggine. La polpa è bianca, succosa, croccante, di ottimo sapore e poco granulosa. I frutti vengono raccolti alla fine di agosto e sono adatti al consumo fresco. È probabilmente quella che il Gallesio nella sua Pomona Italica descrive come la Brutta e Buona di Giaveno, ed era diffusa in Toscana, Umbria e Romagna.

È molto simile anche alla Bugiarda o Inganna villani. Per la sua dolcezza e consistenza della polpa è adatta a molti usi in cucina.

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