PERA FIORENTINA

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La pianta madre è stata rinvenuta nelle montagne di Pietralunga (PG). Se ne trova traccia in molti documenti riguardanti i poderi dell’Alta Valle del Tevere fin dal 1400. Veniva coltivata nelle zone di alta collina di queste zone, e anche nelle vicine Marche, in piante singole ed era molto conosciuta nelle nostre vallate . Deve il suo nome alla probabile provenienza toscana. La pianta è molto vigorosa, rustica e a portamento quasi assurgente. E’ molto produttiva e fiorisce tardivamente. Il frutto è di medio-piccola pezzatura, questa pera ha una bella forma sferoidale, con  il peduncolo corto e mediamente spesso.  La cavità calicina è quasi inesistente. La buccia, molto spessa, non liscia,  con colore di base  verde brillante con un lieve arrossamento dalla parte del sole.  Numerose lenticelle piccole, scure e leggermente in rilievo. La polpa è bianca e poco succosa, con media granulosità. Viene raccolta in novembre, dopo le prime brinate,  può essere lasciata in fruttaio in mezzo alla paglia per la maturazione. Durante questo periodo il colore della buccia vira verso il giallo e il frutto aumenta di succosità. Si conserva comunque a lungo.

 E’ un frutto molto rustico, per un consumo particolare, soprattutto da cottura e da conserva. Si può mangiare crudo solo dopo un periodo di maturazione  in fruttaio

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