PESCA DELLA VIGNA

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Le piante madri sono state trovate a Città di Castello (PG), ma era diffusa in tutto il centro Italia. Veniva riprodotta per lo più da seme e coltivata lungo i filari di vite, e da questo sistema di coltivazione  prende il nome. L’albero è poco vigoroso, a portamento irregolare e generalmente produttivo.  Molto rustico, è poco esigente  soprattutto per quanto riguarda i terreni.

Di piccola pezzatura, il frutto è rotondo. La buccia è di colore verdognolo-giallo paglierino, ricoperta di intensa peluria. La polpa è bianca, succosa e molto profumata, liquescente a maturità, leggermente amarognola e semiaderente al nocciolo. La linea di sutura è poco profonda, e l’umbone è medio, a volte assente. Viene raccolta ad ottobre, insieme all’uva, per il consumo immediato o per la conservazione  essiccata o altro. Adattissima ad essere conservata sotto alcool e secondo antiche ricette nel miele o nel mosto cotto bollito. Può anche essere essiccata al forno.

 

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