Ieri : trenta anni di appassionata ricerca

         “In questi anni abbiamo cercato di riallacciare il filo della memoria che si era interrotto tra le generazioni; abbiamo creduto che fosse necessario prendersi la responsabilità di salvare e conservare non solo il patrimonio genetico vegetale ma anche il sapere tradizionale e la cultura rurale, perché abbiamo creduto e crediamo che senza le nostre radici colturali e culturali non ci sia un futuro sostenibile”  -   Isabella e Livio Dalla Ragione.

 


spaventapasseri

 

UN PATRIMONIO DI TUTTI, UN PATRIMONIO DA SALVARE

        La ricerca sulle vecchie varietà  di piante da frutto è partita circa trenta anni  fa nei territori dell’Alta Valle del Tevere, antico crocevia di diverse regioni , Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche.
      Abbiamo avuto fin dall’inizio un interesse diretto alle tradizioni e usi popolari, ai sistemi di coltivazione e alla storia anche alimentare per verificare l’importanza che queste piante potevano avere avuto ai vari livelli della vita sociale, economica, religiosa e quanto altro.
     Lo scopo fondamentale e primario è stato quello di salvare concretamente queste piante, lavorando quindi sempre con un carattere di estrema urgenza in quanto ogni anno abbiamo visto scomparire definitivamente sempre più numerose varietà  ed ecotipi. Siamo andati a cercare nei luoghi ancora abitati dagli anziani agricoltori dove era possibile ritrovare oltre alla frutta anche tutte le informazioni e conoscenze popolari inerenti. In seguito sono stati visitati anche i poderi abbandonati, antichi nuclei abitati, giardini parrocchiali, ville padronali e orti dei monasteri, soprattutto quelli di clausura. Molte informazioni e dati sono stati ottenuti dalla consultazione di vecchi manuali di agricoltura, dai testi delle cattedre ambulanti di agricoltura e dalla toponomastica.
    Con il materiale ritrovato in questi anni è stata costituita una ricca collezione nella azienda agricola di  S. Lorenzo di Lerchi. Le piante coltivate con i sistemi tradizionali del luogo sono inserite in un paesaggio agricolo storico di grande bellezza e suggestione.

 

LE ATTIVITA' E I PROGETTI SVOLTI :

- 2010 -2011 partecipazione al gruppo di esperti per la redazione del PIANO NAZIONALE BIODIVERSITA' per conto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

- Partecipazione alle Commissioni di esperti per le leggi  sulla biodiversità  della Regione Emilia Romagna, Marche. Lazio

-  2007-2008 progetto in collaborazione con la Provincia di Terni su “Ricerca, recupero, conservazione e valorizzazione di varietà locali di Arancio amaro o Melangolo (Citrus aurantium L.) nelle sue accessioni a frutto amaro e di mezzo sapore, coltivate nella provincia di Terni.” 

-  1998 –  2008 collaborazione al Programma Biodiversità Abruzzo organizzato da A.R.S.S.,A. Abruzzo e coordinato da Università  di Perugia Dipartimento di Biologie vegetali e Biotecnologie Agroambientali.

-  2001 – 2005 Progetto di valorizzazione delle risorse genetiche della regione Umbria sottoprogetto “La biodiversità  vegetale in Umbria e la sua conservazione, con Università  di Perugia Dipartimento di Biologia Vegetale e biotecnologie Agroambientali con Mostre Pomologiche

-  Nel 2001 e 2002 partecipazione, come esperti delle risorse genetiche, al Progetto pilota comunitario “Gestione delle risorse genetiche vegetali in Vietnam”, collaborazione tra Centro Internazionale Crocevia e VASI (Vietnam Agricultural Science Institute) di Hanoi;

-  Progettazione e realizzazione di diversi Pomari  e frutteti con vecchie varietà : COLLEMAGGIO L'AQUILA , CASTELLO BUFALINI SAN GIUSTINO (PG), etc.

-  2001 Ricerca su “I Perzichi di Papigno ed altri frutti rintracciabili nel territorio della Provincia Di Terni” in collaborazione con la stessa provincia;

-  1991/94 Progetto triennale eseguito nell’ ambito del Programma LEADER 1 in collaborazione con la Comunità  Montana Alto Chiascio nella zona di Gubbio e Gualdo Tadino (PG).

-  Nel 1989 Progetto “Archeologia Arborea” per la ricerca, lo studio e la riproduzione delle vecchie varietà  di piante da frutto, in collaborazione con la Comunità  Montana Alto Tevere Umbro.

 

RICONOSCIMENTI:

-  22 MAGGIO 2009,   per la  Giornata Mondiale per la Biodiversità, a Roma in Campidoglio va ad Isabella Dalla Ragione di Archeologia Arborea  il Premio  “I CUSTODI DELLA DIVERSITA' DEL MEDITERRANEO", che è  stata istituito da Bioversity International in collaborazione con il Comune di Roma.  Insieme ad Isabella Dalla Ragione vengono premiate altre importanti personalità che  riflettono diversi ambiti d’intervento per la conservazione della biodiversità in agricoltura.

 

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-  5 MARZO 2011 -  ADA onlus Associazione Donne Ambientaliste  di  Parma  conferisce a Isabella Dalla Ragione il premio "MIMOSA PER L'AMBIENTE 2011"  21° edizione,   con la motivazione : " PER L'APPASSIONATA PROTEZIONE DI SAPORI E SAPERI ANTICHI A CUSTODIA DELLA BIODIVERSITA'"

 

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